5 cose che funzionano bene nelle biblioteche pubbliche e 5 cose che funzionano male

5 COSE CHE FUNZIONANO BENE

INTERPRESTITO: La possibilità di farsi arrivare tutti i documenti della provincia in una qualsiasi biblioteca in tempi brevi è essenziale per il mantenimento della rete bibliotecaria; una cooperazione di decine o centinaia di biblioteche che lavorano come se fossero una sola.

MLOL: La biblioteca digitale che permette di leggere gratuitamente ebook, audiolibri e, soprattutto, quotidiani e riviste importanti quali Corriere della Sera, la Repubblica, la Gazzetta dello Sport, periodici scientifici e molto altro.
Ne ho parlato in modo più approfondito qui.

OPAC: Ovvero, il catalogo informatizzato delle biblioteche. Dal sito si possono vedere tutti i documenti di tutte le biblioteche della propria rete, prenotare libri, prorogare il prestito dei propri documenti, vedere quali libri si sono presi in prestito, scrivere recensioni e opinioni su libri e vedere gli eventi organizzati dalle biblioteche. È il fulcro della rete bibliotecaria.
Ne ho parlato in modo più approfondito qui.

VARIETÀ DEI DOCUMENTI: In tanti pensano che in biblioteca ci siano solo romanzi. Invece, si possono trovare e quindi prendere in prestito riviste, dvd e blu-ray di film e serie tv, saggistica e altri tipi di libri (come le guide turistiche o fumetti), audiolibri e qualche rete ha anche vinili!
Guarda caso ne ho parlato in modo più approfondito qui.

GRATUITÀ: Una sorta di mantra nelle biblioteche; tutto deve essere gratuito. Le cose scritte sopra sono sempre gratuite e, si spera, lo saranno sempre.


5 COSE CHE FUNZIONANO MALE 

MLOL: Il portale digitale che è finito anche nelle 5 cose che funzionano bene presenta ancora troppe criticità. L’app funziona ancora troppo male, il complesso procedimento per leggere gli ebook scoraggia tantissima gente, e alcune sezioni sono inutili (la sezione musica in primis). Dovrebbero puntare soprattutto sulla facilità d’uso e valorizzare la qualità piuttosto che la quantità.

COMUNICAZIONE: Spesso le biblioteche offrono servizi ricchi e interessanti, ma quasi mai arrivano al pubblico. Alcune biblioteche hanno la pagina Facebook, pochissime hanno il profilo Instagram e spesso lo strumento di comunicazione principale è l’email. Bisogna far uscire le biblioteche dalla loro bolla e farle arrivare ad un pubblico più ampio possibile, con gli strumenti che il mondo attuale mette a disposizione.

SMETTERE DI PENSARE CHE LA BIBLIOTECA SIA SEMPRE SILENZIOSA: Nessuno mette in dubbio che in biblioteca si possa anche studiare, ma il sussurrare sempre a prescindere o dicendo ai bambini di stare muti anche se la biblioteca è vuota è negativo: in questo modo l’idea di una biblioteca come un luogo “sacro” si rafforza svogliandone la frequentazione. In biblioteca si può parlare a voce normale, discutere di ogni cosa, ascoltare musica, suonare uno strumento e guardare film o video su Youtube, sempre rispettando le esigenze degli altri utenti.

PRESTITO DVD E BLU-RAY: Questa è la cosa che più mi fa vergognare quando succede. Per la prestabilità del materiale multimediale, infatti, si fa riferimento all’art. 69 della Legge 22 aprile 1941, n. 633 e relative modifiche (l’ultima modifica, attualmente in vigore, è originata dal D.lg. n. 68 del 9 aprile 2003), la quale dice “Il prestito eseguito dalle biblioteche ha ad oggetto i fonogrammi ed i videogrammi contenenti opere cinematografiche o audiovisive o sequenze d’immagini in movimento, siano esse sonore o meno, decorsi almeno diciotto mesi dal primo atto di esercizio del diritto di distribuzione”. Deve quindi passare un anno e mezzo dall’uscita al cinema del film per poterlo prestare dvd (che, voglio ricordare, è comunque un supporto già obsoleto).
Nell’era Netflix, che posso guardare a casa sulla televisione senza alcuna pubblicità e interruzione oppure offline sul telefono mentre sono in treno, questa legge pesa tantissimo e rinforza l’idea che le biblioteche siano cose vecchie e ancorate al passato, quando il dvd era l’unico modo per guardare un film a casa. Impossibile il concetto di attualità per una biblioteca se per prestare un dvd devo aspettare 18 mesi.

BIBLIOTECARI: Non me ne vogliano i miei colleghi, ma il più grande problema delle biblioteche, spesso, sono i bibliotecari. Non è sempre colpa loro, ovviamente, ma spesso incrocio colleghi che erano perfetti come bibliotecari 20 anni fa. Ho incontrato operatori che facevano le locandine per una loro iniziativa su Word, invece di usare siti come Canva che rendono la vita più facile e il risultato qualitativamente superiore, oppure che non comprano i libri degli youtuber o ancora che non sanno neanche cos’è Instagram, lamentandosi subito dopo che i tredicenni non vengono in biblioteca.
Ora, non dico di diventare degli influencer, ma pure io non avevo mai usato Instagram prima di aprire l’account per la biblioteca dove lavoro ora e piano piano sto prendendo confidenza con le stories e gli hashtags. E non si tratta di essere nato in mezzo alla tecnologia, ma di sapersi adattare al mondo che ci circonda per rendere più attuale la biblioteca per cui si lavora. Perché è anche e soprattutto questo il compito del bibliotecario: lasciare che la biblioteca rimanga attuale e che non scompaia lasciando il ricordo di luogo silenzioso pieno di polverosi libri.


La biblioteca in foto è la Biblioteca civica Beppe Fenoglio di Provaglio d’Iseo (Brescia)

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